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Lorenzo Chiereghin, Animali selvatici vaganti

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  È triste realizzare che presto o tardi tutto finisce, anche la cosiddetta ispirazione, quello scompenso del sangue che ricerchiamo come un dono ineffabile. E così te ne resti lì, interdetto, sul ciglio di un versante ignoto, aggrappato a quell’ultimo verso che ancora non c’è. Lorenzo Chiereghin è nato nel 1974 in provincia di Milano dove risiede. Ha pubblicato: Martirio d’icone (Zanetto, 1998), Le ultime foglie cadono danzando (Abeditore, 2016), L’eretico errante (Abeditore, 2017), La condizione irreversibile (Abeditore, 2019), Un’irregolare sequenza di tremori (Nulla die, 2020), Doloris causa (Nulla die, 2021), Previsioni sull’arrivo del caos (Nulla die, 2021) e Lettere a un giovane lettore (Nulla die, 2023). Su Liquidarte Su Nulla die

Valentina Ferraro, Come dirti addio

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  Che forma ha il dolore? Quale consistenza? Di certo, quando compare nella nostra vita riusciamo a toccarlo. O meglio, è lui che ci tocca, ci penetra, ci attraversa. Entra nelle viscere, le squarcia, perlustra ogni angolo dell’anima. Fare conoscenza del dolore è forse un modo di entrare in contatto con le nostre viscere?  Con questi versi l’autrice intraprende un viaggio in quei luoghi scuri e sanguinolenti che ci portiamo dentro. Il dolore si trasforma così in un percorso di conoscenza, quasi una sfida ad arrivare fino in fondo, per sezionare ogni sentimento, indugiando proprio là dove fa più male, per scoprire cosa c’è oltre quella soglia. Un viaggio che si snoda attraverso i versi: le parole fanno da guida fra echi di notti insonni, visioni, ricordi.  Valentina Ferraro è nata nel 1978 a Roma, dove abita. Dopo la laurea in letteratura contemporanea, ha lavorato in vari settori: dall’editoria al web, passando per la comunicazione e l’organizzazione di eventi. Ha iniziat...

Imperatrice Bruno, Materia Verticale

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  C’è un   daimon , all’origine del nuovo libro di Imperatrice Bruno: una voce che detta, assegnando un destino, liberando forze che giungono da un tempo lungo. E che si muovono tra opposte tensioni, congiungendo ciò che è separato e discorde. Già nel titolo si impone l’idea della verticalità: Eraclito direbbe che la via che conduce in alto è quella che conduce in basso, ed è unica, la stessa. Una scala lungo la quale si urtano vivi e morti, svegli e dormienti, e lungo la quale le parole si scontrano, si elevano e precipitano con la stessa densità.  (dalla prefazione di Giancarlo Pontiggia) Imperatrice Bruno  è nata ad Ariano Irpino nel 2001, vive a Milano dove frequenta l'Università Bocconi in Economia aziendale. I suoi testi sono stati tradotti in diverse lingue e presentati su riviste, blog e programmi televisivi nazionali e internazionali.  Per Nulla Die ha pubblicato  Caratteri Interi  (2021) e  Volontà nobili  (2022) candidato alla prim...

Serena Rossi, Novembre

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  Novembre  mese di morte e di attesa. Arriveranno le feste. Passerà il nuovo anno. Tutto si rinnova. Novembre come straccio per spolverare ma di camicia buona. Novembre ricordo di nonna. Serata senza luna. Novembre mese qualunque o forse no. Le parole evocano sensazioni, sono gemme che ricamano nuove storie. Così Novembre ci lascerà nel profondo un segno per le immagini vivide che l’Artista ci dona.  Serena Rossi è un’artista visiva e poetessa milanese. Con Nulla die ha pubblicato  Non ci sono solo eroi  (2017),  Noi non siamo  (2018),  Disegno papaveri rossi  (2020),  Non serve la paura  (2022). E ha curato – con Salvatore Giordano – il volume di autori vari  Voci dal confinamento  (2021).  Su Nulla die Edizioni Su Liquidarte

Giacomo Buzzi, Santi Sudici Suicidi

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  Santi Sudici Suicidi  è un inno borderline cantato attraverso il percorso di un qualsiasi individuo che cerchi di sviluppare una propria coscienza sensibile, anarchica, in controtendenza, che non si accontenti della realtà vigente. Il bambino è consapevole che il suo mondo sta crollando e che dio è morto: per questo inizia una fuga dalla sua prigione, dal crogiolarsi collettivo, dalla provincia sterile e apatica dove solo i matti sembrano riuscire ad andare al di là del velo. Finito l’inverno, ci si obbliga a credere in modo dolcemente ingenuo a una nuova rinascita e così irrompono prepotentemente l’amore e la morte e la conseguente incapacità di controllare ciò che spesso ci determina. Da un inverno a un altro, ma senza dimenticarsi della primavera.  Giacomo Buzzi, nato il 1° Maggio 1999 a Lugo di Romagna, è poeta e scrittore. Su Nulla die Edizioni Su Liquidarte

Andrea Ravazzini, Questa notte si aggrappa agli scorci di una fragile luce

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  Una fiamma lucente sfavilla nell’umana esistenza, quella della parola, che fugace nella fitta trama del buio dell’angoscia riverbera il suo cuore nei battiti pulsanti del tempo evocato dall’attesa e in quelli tensivi dello sguardo proteso al cielo terso ove aleggia una fulgida speranza. Nei nudi momenti di un mondo lambito dalle carezze della notte, si erge il respiro del senso (logos), che luce risplende nella tenue voce delle stelle. I frammenti raccolti nella presente silloge varcano la soglia di un mondo nel silenzio adagiato, che – scosse le ali – si libra maestoso verso orizzonti di immenso candore, ove riluce il canto della parola tra le meste ombre in cui immerso lieve si scuote un fragile cuore. Andrea Ravazzini  vive a Modena. Nel 2023 ha pubblicato Naufragi di paesaggi interni. Frammenti (SIGEM, 2023), libro vincitore del “Premio delle Arti, Premio della cultura”, Milano, 2023 – sezione “Premio per la poesia”. Nel corso dello stesso anno ha pubblicato altre sillog...

Matteo Danieli, Parole e pensieri di Icaro

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  Matteo Danieli  nasce a Parma nel 1991. Dopo aver conseguito il diploma presso l’istituto “Primo Levi”, si dedica alla musica, alla recitazione teatrale e alla letteratura, in particolar modo alla poesia. Poeta emergente, Parole e Pensieri di Icaro si rivela la sua prima raccolta poetica suddivisa in tre sezioni: nella prima, la realtà dei versi pone il poeta in una situazione conflittuale con il mondo che lo circonda al fine di dare libero sfogo alla propria espressione senza curarsi di apparenti regole, buone maniere, né di forma né di contenuti. La seconda è una riflessione intima e personale nei riguardi del futuro, dell’ambiente e della società in cui viviamo. E, per finire, la terza: romantica e sentimentale nella tonalità di fondo dai contenuti più dolci e armonici. La riacquisita quiete, con più disincanto rispetto alle sezioni precedenti, si traduce nella chiusura ironica e nello stesso senso dell’essere Icaro proprio l’Io, Il poeta narrante. Link:   http://nul...