Post

Visualizzazione dei post da gennaio, 2024

Thomas Usan, Le lucciole

Immagine
  Le lucciole sono dei meravigliosi insetti che lo stesso Pier Paolo Pasolini usò come metafora per rappresentare la bellezza della natura che viene inghiottita dalla vorace modernità. Questi insetti prodigiosi, infatti, si sono ormai quasi estinti non solo in città, come ai tempi dell’intellettuale bolognese, ma anche nelle campagne, a causa dei forti mutamenti paesaggistici che l’Italia ha subito negli scorsi decenni. Ma oggi cosa sono le lucciole? Che possano essere degli esseri umani? Forse gli ultimi e gli emarginati che vengono divorati da una società malata? Forse sono gli attimi semplici che sempre meno ci sono concessi?  O magari siamo noi stessi le lucciole?  Thomas Usan è un giovane poeta e giornalista di Pigra sul lago di Como. Nel 2021 ha pubblicato con Nulla Die la sua prima silloge poetica  Le vie per una Gerusalemme perduta. Le lucciole su Nulla die Su Liquidarte

Emanuela Bregante, Inquietudine in versi

Immagine
  Inquietudine in versi  è una raccolta di poesie che rivela un carattere essenzialmente introspettivo, con un riferimento all’esperienza dell’autrice e con la volontà speranzosa di proporre un rispecchiamento al lettore, chiunque egli sia e qualunque sia la sua storia. Alcune poesie sono frutto di un atto istintivo e passionale, altre sono l’esito di una profonda ricerca – in fieri – del sé. Si offre ampia voce al negativo insito nell’animo umano, ma non ci si adagia su un esiziale pessimismo; il dolore, infatti, è considerato parte integrante di un cammino esistenziale improntato alla consapevolezza e al desiderio di verità e di amore. Emanuela Bregante, nata a Putignano nel 1997, sin da bambina nella scrittura trova il suo rifugio di pace. S’avvicina presto all’arte, studiando il pianoforte, componendo poesie e manifestando un marcato interesse verso il mondo del cinema. Nel 2021 consegue il titolo di Dottoressa in Filosofia presso l’Università degli Studi di Macerata, dove...

Giuseppe Sedia, Poesie del verbo verde

Immagine
  Silloge composta da poesie scritte nel periodo 2012-2023. Il verde come colore, suggestione, immagine che rimanda allo sfruttamento della natura e al colonialismo. Fauna e flora – esseri umani inclusi – vanno (ri)evocati a colpi di versi, così come il mondo minerale. Un incendio doloso o l’eruzione di un vulcano possono ridurre il verde in grigio in un nonnulla. Sono versi senza rime che elogiano chi è capace di esplorare senza sfruttare la natura e il prossimo. In questo blocco poetico verde-grigio, sono visibili le screziature di una poesia più urbana legata a una quotidianità vissuta nel cuore dell’Europa centrale, lontano da casa e con – sullo sfondo – gli echi non più così lontani della guerra.   Giuseppe Sedia  è un giornalista italiano residente a Cracovia. Ha studiato Lingue e letterature straniere presso l'Università di Napoli L'"Orientale". Da dieci anni scrive di attualità, politica e cultura sulla Polonia per il Manifesto. Nel 2021 h...

Giuseppe Sunseri, Il meraviglioso mondo delle api

Immagine
  Con questa nuova silloge l’Autore, aspirando al modello efficiente e simmetricamente ordinato del mondo delle api, attraverso 48 nuovi componimenti, cerca di tenere insieme in un’unica trama, e legati da un sottile filo rosso di ironia e leggerezza, alcuni tra i temi della complessità e della fragilità umana che attraversano questi nostri tempi contemporanei così caotici e stranianti. Insomma, una non-antologia dei sentimenti che non mancherà di suscitare curiosità e consensi.  Giuseppe Sunseri è nato nel 1956 a Palermo (dove vive e lavora). È laureato in Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo. Ha pubblicato quattro raccolte di poesie: Intimissime (Rue de la Fontaine, 2016), False friends ed altri equivoci (Youcanprint, 2018), @Instmeditazioni (2019), Il calendario. Un manifesto di poesia pandemica (Nulla Die, 2021). Si ripresenta oggi ai lettori con Il meraviglioso mondo delle api – Il cannolo scomposto e altre delizie. Il meraviglioso...

Emanuele Sosta, Altrove

Immagine
  I centri commerciali, le code in tangenziale e una società che antepone la moda del momento alla propria crescita culturale sono solo alcuni dei temi trattati in questa raccolta, che spingono l’autore alla ricerca continua di un senso tra le macerie del superfluo. In questi versi, nascosto, un sogno: l’altrove. Un posto nel mondo non ancora identificato, ma necessario. È una missione che non ha pace, di cui non si conosce la meta, ma se ne percepisce l’esistenza. Un animo ribelle che combatte con l’alienazione quotidiana e l'incombente rischio di venirne sopraffatto.    Emanuele Sosta  è nato nel 1991 a Brescia. È laureato in Filologia Moderna e nel 2016 ha pubblicato la sua prima silloge di poesie intitolata  Albori d’Inquietudine , edita da Edizioni Arnaldo da Brescia. Nel 2021 pubblica la sua seconda raccolta di poesie  Credevo fosse la vita invece era il lattosio , edita da Robin Edizioni. In parallelo a quella letteraria, l’autore cura la propri...

Vincenzo Cocivera, Diritto ad altre vite

Immagine
  Diritto ad altre vite,  come il suo titolo enfatico e  assurdo  suggerisce, è, in primo luogo, l’espressione di una ricerca, quella dell’autore, protesa verso l’ignoto. Essa incarna la ricerca di un linguaggio che, noncurante della sua indigenza costitutiva, sfidi i suoi propri limiti pur di tratteggiare il “verso del tutto” e di una visione che si apra alle verità di fatto, a quelle contingenti, a quel “qui e ora” che non può non essere il sale di un’arte, quella poetica, che dimora nell’Essere e, dell’essere, è immagine e custode.  Diritto ad altre vite  è nientemeno che un aggrapparsi all’universalità concreta dell’istante e un ancorarsi a quella irriducibile della  tragedia.  Se per tragedia, infatti, si intende la tensione inallentabile e lo scontro-incontro tra le forme del bello e le mutevoli contraddizioni di un’esistenza, quella umana, schizofrenica e meravigliosa, ecco, quest’opera non è che una tragedia.  La nostra   è la st...

Gabriele Vigilante, I nostri esìli

Immagine
  Cercando dentro sé stessi le parole per descrivere l’inquietudine e la difficoltà di vivere, potrebbe accadere di trovare qualcosa di più vasto, qualcosa che ci accomuna tutti. Gabriele Vigilante prova a farlo con la sua poesia, operando attraverso le tre sezioni dell’opera un passaggio dalla passività stoica di una esistenza disillusa, al sentimento rivoluzionario che ci spinge verso l’unione con l’altro.  Gabriele Vigilante  (Napoli, 1993), ha una laurea in lingue e letterature straniere con specializzazione in traduzione letteraria e lavora come docente di inglese e traduttore. Scrive da sempre e la sua più grande passione dopo la letteratura è la musica.  I nostri esìli  è la sua seconda raccolta poetica.   I nostri esìli  su Liquidarte su Nulladie

Angela Anconetani Lioveri, Le radici

Immagine
  La metafora delle radici cerca in questa silloge una forma espressiva che si declini in tre diverse valenze: la radice esistenziale, l’approccio alla scrittura e il nucleo concettuale del pensiero. Introdotte da visioni oniriche in prosa che fungono da  fil rouge , le tre sezioni dell’opera, “Mappe del sentire”, “Mettere in verso” e “Corpo e movimenti fondamentali”, tentano di stabilire un contatto tra i linguaggi della parola scritta, del suono e del corpo.    Angela Anconetani Lioveri (Jesi, 1991) vive nella provincia di Ancona. Dopo la laurea in Filologia Moderna presso l’Università di Macerata, ha insegnato Lingua Italiana a persone migranti ed è attualmente docente di Lettere nella scuola secondaria di I grado. Scrive articoli di cronaca culturale e cura interviste per quotidiani online.  Le radici  è la sua prima raccolta poetica. Le Radici su Liquidarte su Nulla Die

Maria Piera Lo Prete, Identificazione di una donna

Immagine
La vita è un’indagine, una ricerca del proprio essere nel mondo. Siamo alla ricerca di noi stesse. Ci chiediamo ancora chi siamo. Tuttavia, i semi sono stati lanciati e ci sono già i germogli di una nuova identità femminile: nella donna germoglia l’amore di sé.  Maria Piera Lo Prete (Taranto) è laureata in Storia e Filosofia presso l’Università Aldo Moro di Bari. Ha insegnato e collaborato con case editrici. Solo di recente ha iniziato a rendere pubbliche le sue numerose raccolte poetiche: Naufragio (2016), Al sole d’agosto (2020), Doppio passo (2021), La libertà può volare(2022), Passo di donna (Nulla die, 2023). Sue poesie sono presenti in antologie ed enciclopedie di autori contemporanei. Identificazione di una donna su Liquidarte su Nulla die

Enrico Iannaccone, Il cogito dell'incertezza

Immagine
  Incerto è il pensiero nel vestirsi di parole certe di esser labili, vuoti indumenti uguali alla pelle del duro terreno, contraddittorio, impenetrabile e fecondo, dell’incertezza da cui il solo pensiero può nascere. Enrico Iannaccone (Napoli, 1989) è un regista e sceneggiatore italiano. Ha all’attivo sette cortometraggi (tra i quali L’Esecuzione, vincitore del David di Donatello di categoria nel 2013) e due lungometraggi, La buona uscita (2016) e La vacanza (2019). Autore di documentari e testi teatrali, porta avanti la sua attività musicale con lo pseudonimo di Gianni Banni. Il cogito dell’incertezza è la sua prima raccolta di poesie. Il cogito dell'incertezza su Liquidarte su Nulla die

Alessandro Di Zio, Crepuscolo Elettrico

Immagine
  Alessandro Di Zio vince il secondo premio "I Murazzi 2024" La Giuria de I Murazzi Edizione 2024 all’unanimità conferisce al poeta Alessandro Di Zio il Secondo Premio per la Poesia edita con la seguente motivazione: "Tra la favola e il racconto fantascientifico, in un’esplosione di libertà linguistica spinta fino alla licenza di trasgredire l’ordine paratattico del discorso, ma con il vivo intento di riproporre la formula del poema, il libro di Alessandro Di Zio, Crepuscolo elettrico, si presenta quasi come un prosimetro, per la compresenza dell’esposizione in prosa e dell’interpretazione in poesia del mondo reale e immaginario. Ed è un mondo in cui collidono le fantasie e le follie della creazione artistica, insieme con le invenzioni tecnologiche più sconvolgenti, in una tensione spiazzante delle competenze e degli attriti tra l’uomo e la macchina, cioè tra il creatore e la creatura, con rimandi e con proiezioni che sconfinano nel surreale." Tutte le reazio Può un...